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Abitare lo sguardo
Magazine · Psicologia dell'abitare

Abitare lo sguardo

Il nostro abitare comincia prima della casa, nella prima accoglienza. La Dottoressa Donatella Caprioglio sul primo sguardo, l'erranza e la casa che ripara.

Rubrica «Psicologia dell’abitare» — a cura della Dottoressa Donatella Caprioglio

«The ache for home lives in all of us, the safe place where we can go as we are and not be questioned.»

— Maya Angelou, All God’s Children Need Traveling Shoes, 1986

«Psicologia dell’abitare» è la rubrica che la Dottoressa Donatella Caprioglio, psicologa e psicoterapeuta, dedica al nostro modo di stare negli spazi. Abitare uno spazio significa, in fondo, abitare i propri desideri, e la metafora della casa diventa un modo per capire come siamo fatti, riconoscendoci nelle sue pareti, nei pieni e nei vuoti, nei passaggi che aprono e in quelli che ancora ci trattengono. Una rubrica che tornerà periodicamente, come un respiro.

Il primo sguardo

Il nostro abitare comincia molto prima di una casa. Nasce nella prima accoglienza, in quello spazio mentale che i genitori aprono dentro di sé quando un figlio è ancora un’idea, un’attesa, un desiderio che prende forma. È un luogo invisibile, fatto di tempo che si dilata, di immaginazione che prepara un varco, di un futuro che chiede spazio per essere pensato.

Poi arriva il primo sguardo. E lo sguardo dovrebbe essere una porta spalancata: un gesto che dice sì, puoi entrare, un abbraccio muto che ci mette al mondo per la seconda volta. Dentro quello sguardo ci sentiamo accolti, protetti, riconosciuti. È lì che cominciamo a costruirci: mattone dopo mattone, pelle dopo pelle.

L’erranza

Ma ci sono storie in cui questo spazio mentale non esiste. Storie di fatica, di malattia, di vite cariche, di arrivi non preparati. Allora il bambino nasce senza una stanza metaforica in cui posarsi, e percepisce per istinto, che lo sguardo che lo accoglie non è illimitato, non è incondizionato.

Da quella mancanza nelle prime fasi della vita può nascere un’erranza: un vagabondare dell’anima in cerca di una protezione perduta. E così questi bambini, diventati adulti, cercano nelle case ciò che non hanno trovato nei primi muri: cercano riparo, forma, confine. Cercano una stanza che li riconosca, un luogo che dica qui puoi stare, un rifugio che lenisca la prima ferita.

È un impulso primordiale, lo si vede fin dai primi movimenti: i bambini che gattonano sotto i tavoli, si nascondono sotto le coperte, costruiscono tende, casette, cucine. Riproducono il grembo, riproducono la protezione, e insieme inventano il loro primo spazio separato dalla madre: un luogo privato da cui osservare il mondo senza perdersi.

La casa che ripara

Per questo la prima accoglienza segna, con una calligrafia silenziosa, il modo in cui vivremo gli spazi, e forse anche il modo in cui vivremo noi stessi. Ma per fortuna la casa ci accompagna: è una metafora della nostra identità in continua riparazione.

La casa ci offre pareti da levigare, corridoi da rischiarare, stanze da reinventare. Ci permette di trasformare spazi rudi in fessure di luce, luoghi senza confini in territori dell’anima. E così, stanza dopo stanza, impariamo a ricostruire la nostra accoglienza.

La casa, vissuta, abitata, respirata, diventa allora la nostra terapia più silenziosa: un modo per riparare ciò che non è stato riparato all’inizio, un modo per tornare a casa dentro di noi.

La psicologia dell’abitare è una delle due lenti con cui leggiamo ogni casa, accanto a quella del mercato. È la cifra con cui LoveImmobiliare accompagna chi cerca, vende o ripensa una casa, e la rubrica tornerà, come un respiro, nei prossimi numeri.

Donatella Caprioglio è psicologa, psicoterapeuta e docente nel corso «Psicologia dell’abitare» dell’Università di Padova.

Ritratto di Donatella Caprioglio
L'autore · Psicologia dell'abitare

Dott.ssa Donatella Caprioglio

Dottoressa Donatella Caprioglio: psicologa, psicoterapeuta e scrittrice. Tra le voci che hanno dato forma in Italia alla psicologia dell'abitare. Firma di LoveImmobiliare dal 2025.

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