Un luogo che esiste prima di essere costruito
Alcuni luoghi nascono ancora prima di esistere. Prendono forma nei disegni, nei render, nelle parole scambiate attorno a un tavolo, eppure sono già casa. L’appartamento che sta sorgendo a Camporovere appartiene a questa geografia dell’attesa: un cantiere vivo, affacciato sul paesaggio dell’Altopiano dei Sette Comuni, che cresce insieme al progetto di interni pensato per un professionista in cerca di uno spazio elegante e misurato, essenziale e allo stesso tempo profondamente abitabile.
La psicologia dell’abitare ci ricorda che ogni scelta di arredo è una dichiarazione di intenzioni.
Il desiderio, in questo progetto, era creare un ambiente che favorisse concentrazione e quiete, senza rinunciare al calore dei materiali; una casa capace di accogliere lo studio, il riposo, l’ospite improvviso, mantenendo sempre un filo di continuità visiva e simbolica.
Un funzionalismo poetico, potremmo dire, in cui ogni elemento risponde a un’esigenza concreta e, nello stesso tempo, racconta qualcosa di chi vivrà questi spazi.
Progettare una casa di montagna contemporanea
Il soggiorno costruisce il suo racconto con una grammatica misurata.
La grande vetrata scorrevole apre lo sguardo sulla valle, portando dentro il respiro del paesaggio di Camporovere; la libreria angolare in legno scuro disegna un abbraccio visivo, sugli scaffali, libri e oggetti trovano posto in modo naturale, come se fossero approdati lì dopo un lungo viaggio.
La stube, con la sua forma elegante, offre un centro simbolico alla stanza, una fiamma domestica, essenziale, che richiama l’idea di rifugio e di raccoglimento. Dal soggiorno si accede alla terrazza coperta dalla pergola, sedute leggere, tavolo per i momenti conviviali, un ambiente esterno che può ospitare il lavoro, una cena tra amici, una pausa silenziosa con il solo rumore del vento.
Il confine tra dentro e fuori diventa permeabile, la casa dialoga con il paesaggio in ogni stagione.
La cucina interpreta in chiave contemporanea la richiesta di funzionalità rigorosa con basi bianche, mensole sospese, bancone con sgabelli alti in una composizione luminosa e dinamica. Il frigorifero rosso introduce una nota di carattere, un accento cromatico che rimanda ad una certa joie de vivre. La serietà convive con il piacere di cucinare, di condividere, di mescolare gesti quotidiani e piccoli riti privati.

La zona notte, raccoglimento e chiarezza
Il cuore narrativo del progetto è la seconda camera, pensata come studio e luogo di sosta. Una grande finestra incornicia il verde esterno e diventa fondale naturale per un dialogo tra passato e presente; una scrivania importante in legno, con le sue venature e i suoi dettagli, si affianca a un letto a barcone dalle linee classiche, rivestito in blu profondo. La poltrona imbottita, nella stessa gamma cromatica, introduce una verticalità gentile. Il colore permette alla mente di concentrarsi, invita alla lettura, trattiene morbidamente la luce.
Sullo sfondo, un’armadiatura aperta scandisce la parete con una partitura regolare di pieni e vuoti dove ogni oggetto trova il suo posto, visibile e ordinato. È un invito alla chiarezza nel vedere ciò che si possiede e scegliere con gesti lenti per costruire una quotidianità che non si perda nel superfluo.
La zona notte principale lavora invece sul codice della pacatezza. Il letto imbottito in tessuti chiari invita a un riposo pieno; la parete di fondo rivestita in grandi lastre diventa un orizzonte interno che accompagna lo sguardo in modo dolce, quasi impercettibile. L’armadiatura su misura riprende la logica dell’ordine silenzioso con moduli ben calibrati, spazi dedicati, una funzionalità che non reclama esibizione.
Perché la casa di montagna chiede un approccio diverso
Questo appartamento a Camporovere parla di un modo di abitare che sceglie la qualità del tempo e dello sguardo.
Ogni ambiente è pensato per sostenere la vita di un professionista che viaggia, rientra, e ha bisogno di sentirsi accolto da una casa che gli somigli, solida, ordinata, intensa senza eccessi.
La bellezza nasce dalla coerenza tra le stanze, dalla continuità dei materiali, dal rapporto intimo con il paesaggio dell’Altopiano.
In questo senso, il progetto rappresenta bene la visione di LoveImmobiliare, la casa come luogo di cura, come investimento emotivo prima ancora che economico, come spazio in cui il funzionale incontra il poetico e genera benessere.
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Nelle prossime uscite della rivista daremo spazio anche alle immagini dell’appartamento di Camporovere realizzato, così da raccontare visivamente ciò che oggi vive ancora nei progetti e nei render.
Nel frattempo, se stai pensando a una casa sull’Altopiano, e non solo, che si tratti di un progetto da zero, di una stanza da ripensare, o anche di una sola parete irrisolta, puoi prenotare una consulenza di interior design con LoveImmobiliare, in presenza o online.
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Autore: Carlotta Melegari