«La mia finestra è un quadro… e uno specchio»
Dodici finestre, dodici sguardi. Attraversa la sala scorrendo — ogni opera si apre con un tocco.
Prima di entrare: la finestra nella storia dell'arte, il saggio di Ilaria Serra che accompagna il concorso.
La modalità 3D della mostra è disponibile da computer — qui attraversi la sala scorrendo.
«Da bambino già cercavo le finestre per poter fuggire con lo sguardo. Da allora, quando vado in un posto, guardo con attenzione dove lascio la giacca e dov'è la porta d'uscita. La libertà, per me, significa fuggire…» Andrea, mio figlio più giovane. Agosto 2019
Dalla piccola finestra aperta della casara, il mondo sembra raccolto in una cornice silenziosa. In primo piano, i vecchi scudi consumati dal tempo segnati da graffi e stagioni raccontano storie mute, come guardiani dimenticati. Oltre, la neve stesa come una coperta trattiene ogni suono, e le tracce che la attraversano parlano di passaggi umani. L'orto, anche sotto il gelo, conserva la sua presenza ostinata: filari appena intuibili, memoria di stagioni più generose, promessa silenziosa di ritorni. Le siepi disegnano i confini con una pazienza antica, piegate ma non vinte dal peso dell'inverno. E più lontano, le montagne. Imbiancate fino alle creste, immobili e solenni, sembrano custodire il tempo stesso. Il loro silenzio è pieno di storie, di inverni passati, di primavere che torneranno. Da questa finestra aperta, con gli scudi in primo piano e l'infinito oltre, tutto appare essenziale. Pochi elementi, ma completi. Come se il mondo, lì fuori, non avesse bisogno di aggiungere altro.
Nel silenzio dell'inverno, anche una finestra può diventare rifugio, attesa e contemplazione. E ogni finestra racconta il modo in cui scegliamo di guardare il mondo.
E tu, cosa vedi dalla tua finestra?
Lascia un pensiero nel libro delle firme, come al termine di una mostra vera: le risposte più belle saranno pubblicate su LoveImmobiliare Magazine, accanto agli scatti vincitori.