Pensare l’abitare — a cura della redazione di LoveImmobiliare Magazine
Prima che una casa venga progettata, venduta, acquistata, trasformata o raccontata, esiste una domanda più antica e più radicale, che riguarda il modo in cui una persona prende posto nel mondo. Non si tratta soltanto di avere un tetto, né di organizzare correttamente una pianta, scegliere materiali coerenti, distribuire funzioni e attribuire un prezzo a un immobile. Tutto questo appartiene alla realtà concreta dell’abitare, e sarebbe ingenuo ignorarlo; ma prima ancora esiste un’esperienza più profonda, nella quale lo spazio incontra la vita, la sostiene, talvolta la ostacola, spesso la rispecchia.
Da questa consapevolezza nasce l’Accademia dell’Abitare, un progetto alla cui creazione LoveImmobiliare sta contribuendo insieme a Donatella Caprioglio e ad altre professioniste che, da prospettive diverse, hanno scelto di interrogare la casa come luogo umano, psicologico, culturale, progettuale e relazionale. Le prime giornate dell’Accademia si terranno il 25 e 26 settembre 2026 a Ceglie Messapica, presso l’Accademia degli Inquieti, in Contrada Gargiulo, e saranno due giorni di studio e dialogo raccolti attorno a un titolo essenziale, Pensare l’abitare.
Il manifesto dell’Accademia muove da una frase che contiene già una direzione precisa. Abitare è abitarsi. In questa formula non c’è una concessione alla suggestione, ma una presa di posizione. Abitare significa entrare in relazione con sé stessi, con gli altri e con il mondo; significa riconoscere che ogni spazio custodisce una parte della nostra storia, dei nostri legami, delle nostre fragilità e dei nostri cambiamenti. Una casa, una soglia, una finestra, un luogo di lavoro o di cura partecipano alla forma che l’esistenza assume.
Parlare di abitare oggi significa accettare un compito più ampio. Le questioni che attraversano il nostro tempo, dalla solitudine alla fragilità delle relazioni, dall’invecchiamento della popolazione alla sostenibilità, dall’inclusione alla necessità di rigenerare comunità e luoghi, chiedono una cultura dell’abitare capace di riportare la persona all’origine del progetto. Prima della forma, prima della funzione, prima della rappresentazione.
A guidare le giornate sarà Donatella Caprioglio, psicologa, psicoanalista e scrittrice, docente di Psicologia dell’Abitare all’Università di Padova e all’École Supérieure d’Architecture de la Villette di Parigi, autrice, tra gli altri, di Mura sensibili. Psicologia dell’Abitare e Nel cuore delle case. Il suo lavoro ha avuto il merito di dare parola a una dimensione spesso percepita intimamente, ma raramente pensata con rigore, il rapporto profondo tra la casa e la vita psichica, tra gli spazi e il modo in cui ciascuno costruisce sicurezza, memoria e apertura.
Accanto a lei, l’Accademia raccoglie voci differenti. Diana Zabarella porterà una riflessione sull’abitare le differenze, entrando nel tema della percezione dello spazio nelle persone neurodivergenti e mostrando come i luoghi possano accogliere o respingere sensibilità diverse. Giovanna Bora Saracinelli racconterà il passaggio dai Ritratti a parole agli Interni che somigliano a te, attraverso casi concreti in cui la psicologia dell’abitare entra nel lavoro quotidiano di accompagnamento alla progettazione degli spazi. Alessandra Morri affronterà il tema di un’architettura consapevole, fondata su evidenze tecniche, riferimenti normativi e saperi interdisciplinari.
L’intervento che LoveImmobiliare porta all’Accademia nasce invece da un punto rimasto a lungo ai margini della riflessione culturale sull’abitare, l’immobiliare. Il titolo scelto, L’immobiliare con l’anima. La cura come metodo, contiene una sfida, perché una formula simile resta fragile se rimane soltanto dichiarazione. In questo mestiere l’anima diventa metodo quando si fa attenzione, verifica, ascolto, misura; quando insegna a sostare nel passaggio delicato in cui una casa smette di appartenere a una storia e si prepara ad accoglierne un’altra.
Chi vende case, se lavora con serietà, vede molto più di quanto sembri. Vede il distacco, l’eredità, il desiderio di ricominciare, la fatica di lasciare andare, il bisogno di trovare un luogo che non sia soltanto conveniente, ma possibile. Vede documenti, planimetrie, confini, servitù e valori di mercato; ma vede anche fotografie lasciate sui mobili, stanze chiuse da anni, cucine che hanno tenuto insieme famiglie intere, case di vacanza diventate archivi affettivi. La compravendita immobiliare, osservata da questa soglia, smette di essere soltanto transazione e diventa un punto privilegiato da cui comprendere quanto profondamente le persone abitino i propri luoghi, e quanto i luoghi continuino ad abitare le persone.
Questa è la ragione per cui l’Accademia dell’Abitare riguarda LoveImmobiliare così da vicino. Da nove numeri LoveImmobiliare Magazine tiene insieme casa, paesaggio, memoria, diritto, interior design e territorio, e ospita già, con la rubrica di Psicologia dell’abitare firmata da Donatella Caprioglio, quella stessa attenzione che oggi diventa Accademia. La convinzione che sostiene la rivista è che nessuno di questi piani sia ornamento dell’altro: la casa è insieme bene economico e forma di vita, il paesaggio insieme scenario e dimora, il diritto insieme vincolo e custodia. Ognuna di queste dimensioni può diventare una via di accesso alla stessa domanda, che cosa significhi vivere in un luogo senza consumarlo, trasformarlo senza tradirlo, abitarlo davvero.
L’Accademia nasce dentro questa esigenza di profondità e di confronto. È uno spazio di studio e dialogo nel quale saperi diversi si incontrano senza perdere precisione: psicologia, architettura, immobiliare, interior design, paesaggio, neuroscienze e pratiche di cura vengono chiamati a una conversazione comune, in cui nessuna disciplina basta da sola e nessuna vale come semplice supporto alle altre.
Anche il luogo scelto per le prime giornate ha un valore che supera la cornice organizzativa. Ceglie Messapica, l’Accademia degli Inquieti, la pietra, i trulli, la luce, la misura raccolta della campagna pugliese ricordano che l’abitare non si pensa nel vuoto. Ogni riflessione sui luoghi nasce sempre da un luogo, da una materia, da un clima, da una postura del corpo nello spazio. Pensare l’abitare significa anche accettare di essere guardati dai luoghi mentre proviamo a interpretarli.
L’Accademia dell’Abitare comincia così, con due giornate che non offrono risposte definitive, ma aprono una soglia. Prima di costruire luoghi, siamo chiamati a costruire relazioni, significati e possibilità di vita. Prima di progettare spazi, dobbiamo imparare ad ascoltare le persone che li attraversano. Prima di vendere, comprare, arredare, restaurare o fotografare una casa, occorre tornare alla domanda che sostiene tutte le altre. Quale forma di vita può nascere qui?
Ed è forse da questa domanda, semplice solo in apparenza, che una nuova cultura dell’abitare può cominciare.
a cura della redazione di LoveImmobiliare Magazine
L’Accademia dell’Abitare ha una sua casa su questo sito: la pagina dedicata, con le giornate, le voci e i contatti del progetto.